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Magazzini della Corticella

Il tesoro del Santa Maria della Scala

A seguito del recupero dei Magazzini della Corticella, sarà finalmente possibile esporre in modo permanente questo rilevantissimo nucleo di reliquiari che si caratterizza come uno dei segmenti fondamentali del patrimonio del Santa Maria della Scala.
Esso nasce intorno a un importante gruppo di reliquie – con i loro contenitori in oro, argento e pietre preziose – proveniente dalla cappella imperiale di Costantinopoli. Venne comprato nel 1359 attraverso il mercante fiorentino Pietro di Giunta Torrigiani, che a sua volta lo aveva acquistato direttamente dall'imperatrice, forse costretta a metterle in vendita per far fronte a momenti finanziariamente difficili.
Infatti, il più vasto e accreditato patrimonio di reliquie e reliquiari – spesso finissimi lavori di oreficeria – fu raccolto dalla Chiesa di Costantinopoli intorno alla cappella imperiale, da quando nel IV secolo la madre di Costantino, sant'Elena, come narra la leggenda, si era avventurata per prima nella ricerca della Vera Croce. Nel corso dei secoli altri imperatori bizantini raccolsero resti della vita e della passione di Gesù.
L’acquisizione del gruppo di reliquie da parte del Santa Maria della Scala avvenne dopo una laboriosa trattativa condotta per accertarne l'autenticità, comprovarne l'effettiva provenienza dal tesoro imperiale e stabilirne il valore, fissato nella cifra di 3.000 fiorini, cifra con cui si potevano comprare una decina di poderi o farsi un palazzo in città. Il contratto venne steso il 28 maggio 1359 in forma di donazione per aggirare l'accusa di far commercio di cose sacre.
L’acquisto delle reliquie bizantine fece salire enormemente il prestigio della grande istituzione senese, che, proprio a partire da quell’anno, incominciò a celebrare pubblicamente la festa dell’Annunciazione, a cui era dedicata la sua chiesa, e ad esporre le reliquie da un’apposita finestra.
L’immenso tesoro religioso giunto al Santa Maria della Scala formava un nucleo unico, che portava con sé leggende famose.
Emerse su tutti il reliquiario contenente il Sacro Chiodo della Croce, appartenuto all’imperatore Costantino, eccezionale sia per il valore religioso che per la sua integrità. Il reliquiario realizzato in argento dorato, fu eseguito nel XIV secolo da un orafo senese (cui spetta la base con i bellissimi piedi a forma di leone, ispirati a Giovanni Pisano) assemblando parti di probabile provenienza oltralpina (il “nodo”), smalti champlevés e due bicchieri in cristallo di rocca di fattura veneziana. Come detto, questa viene considerata la reliquia più importante dell’ospedale: un intero chiodo di quelli utilizzati per inchiodare Cristo sulla croce.
Tutti i materiali sono comunque caratterizzati da raffinate figurazioni a smalto cloisonné (tecnica tipicamente bizantina), preziosi rilievi a sbalzo, oggetti con pietre preziose incastonate, pasta vitrea, perle e materiali filigranati.
Le reliquie costantinopolitane (e i reliquiari) non erano un nucleo in sé concluso, ma aperto ad arricchimenti devozionali propri della realtà senese. Ad esse infatti, nel corso dei secoli, se ne aggiunsero molte altre. Si tratta di oreficerie gotiche, di sontuosi cofanetti del Quattro, Cinque, Sei e Settecento, di calici, di reliquiari di varie forme, tra cui uno spettante al celebre orafo quattrocentesco Goro di Ser Neroccio.
Oltre alle reliquie nel tesoro figura anche un monumentale Evangelario, un libro che contiene le lezioni tratte dai Vangeli per l’intero anno liturgico, formato da 318 fogli di pergamena. Contiene le miniature dei quattro Evangelisti, oltre a numerose iniziali decorate per la maggior parte a motivi vegetali e animali. Le miniature furono eseguite alla fine dell’XI secolo a Costantinopoli, nell’ambito degli ateliers monastici. I due piatti della copertura sono in argento dorato su anima in legno e contengono placchette in oro con smalti. L’Evangelario costituisce tra l’altro una delle testimonianze più significative dell’arte bizantina giunta fino a noi.
Del tesoro fa parte inoltre un raffinato paliotto d’altare con storie di Cristo e santi in seta e oro filato dei secoli XV e XVII, realizzato probabilmente su cartone dai pittori quattrocenteschi Liberale da Verona e Girolamo da Cremona.